Consiglio dei Ministri
Renzi alle prese con Giustizia, Scuola e "sblocca Italia"
Il Premier portera' domani all'attenzione del CdM una serie di riforme per la cui attuazione ci sarebbero problemi di copertura finanziaria.
Pare proprio che non ci sia nulla che possa scoraggiare Matteo Renzi nel cammino intrapreso per “cambiare il Paese”, come spesso lui ama ripetere. Ci sono davanti giorni cruciali ed anche densi di insidie, ma il Premier non si ferma davanti a niente ed, anzi, se qualcuno “cerca di bloccare la sua azione d’attacco”, lui non fa altro che rilanciare la palla ancora più avanti.
Domani in Consiglio dei Ministri ci sono dei veri e propri “macigni” da spostare. Se qualcuno (leggasi Padoan), sullo “sblocca-Italia”, fa sapere che non ci sono coperture finanziarie per attuare tutto quello che è stato messo in agenda per rilanciare, prima di tutto, i cantieri e l’edilizia: nessun problema; il Presidente del Consiglio fa dire al Ministro Lupi che “le coperture si troveranno nella Legge di Stabilità e con la spending review”.
Contemporaneamente, Renzi riceve a Palazzo Chigi il leader della Fiom-Cgil Maurizio Landini (che non si può proprio definire un “amico” di Susanna Camusso”) per “fare il punto sulle crisi industriali” nel settore della siderurgia (Terni, Piombino ed Ilva; e per parlare anche di Termini Imerese ed Alcatel. Ne dà notizia TMnews.
Il Premier ha sempre definito la riforma della Giustizia un’assoluta priorità, soprattutto per un Paese “bloccato” come il nostro. In vista del CdM di domani il Ministro Andrea Orlando ha continuato i suoi incontri, ma ha trovato un’inattesa difficoltà da parte dei colleghi di maggioranza del Nuovo Centrodestra.
A quanto pare ci sono problemi su “impugnazioni, prescrizione ed intercettazioni; infatti, le soluzioni previste nella bozza messa a punto da Orlando non sembrano andare a genio al partito di Alfano.
Anche su questo punto, Matteo Renzi non si fa impressionare da questi giochi delle parti (fonti di governo, infatti, hanno fatto sapere che “è normale che il NCD rivendichi alcune battaglie che il centrodestra porta avanti da vent’anni) ed, anzi, anche in questo caso la risposta è un lancio lungo in avanti di una cinquantina di metri; vale a dire: “il nostro obiettivo è dimezzare entro i mille giorni l’arretrato del civile e garantire il processo civile in primo grado in un anno, anziché tre come oggi”, ha spiegato su twitter Renzi, sottolineando che lui vuole dimezzare le “ferie” a giudici ed avvocati.
Attualmente, infatti, i “termini feriali” vanno dal primo agosto al 15 settembre, ma il Premier li vuole ridurre a “20 giorni”. Naturalmente, qualcuno potrebbe anche chiedersi : ma questo cosa c’entra con i problemi posti dal NCD sulle questioni della riforma che riguardano la procedura penale? Per la verità, non c’entra nulla : né col processo civile, né con i termini feriali di cui ha “twittato” il Premier.
In Consiglio dei Ministri si parlerà anche di riforma della Scuola. Il Ministro Stefania Giannini, al Meeting di Rimini, aveva parlato di “stabilizzare” un gran numero di precari; ed immediatamente, fonti del MEF, hanno fatto sapere che i soldi non ci sono. Qualcuno ha parlato di 1,5 miliardi; ieri sera al TG de la 7 Mentana ha parlato addirittura di “3 miliardi di euro”.
In realtà, con la stabilizzazione si risparmierebbero una parte delle spese per le supplenze; tuttavia, la questione non riguarda solo l’aspetto economico: se si vuole rivoluzionare la Scuola, come ha detto il Presidente del Consiglio, con quale tipo di insegnanti e con quale tipo di formazione lo si vuol fare? Con quello che si è fatto fino ad ora, cioè con “formazione ed aggiornamento” non obbligatori? E l’inglese? E l’informatica? Siamo preparati per cambiare marcia su questo terreno? Di tutto questo, in realtà, non si sa nulla.
In ogni caso, ieri Il Premier ha annunciato, con tutto l’ottimismo di cui è capace, che “saranno assunti 100.000 insegnanti precari”. Si riferiva, probabilmente, alla possibilità di scorrere le graduatorie in essere e di fare un concorso per altri 50.000 docenti circa. Non si sa, peraltro, se ci sono i fondi e se qualcuno si è posto il problema della stabilizzazione di un nucleo di “formatori”, la cui formazione non è “testata” per essere posti alla guida di un un “sistema” che dovrebbe essere rivoluzionato.
Pare invece ormai risolta a favore di Renzi la contrapposizione fra gli Stati membri che impediva la nomina di Federica Mogherini alla carica di Alto Rappresentante per la Politica Estera dell’Unione Europea. Il nostro Ministro degli Esteri, quasi sicuramente, dovrebbe sostituire la britannica Lady Ashton, di cui in verità nessuno ricorderà nulla, proprio perché non ha fatto, né rappresentato alcunchè.
Speriamo tutti, ovviamente, che Federica Mogherini faccia molto meglio; in fondo, è come arrivare a sostituire un allenatore di una buona squadra che nella stagione precedente si era classificata all’ultimo posto in classifica: difficile fare peggio.
Moreno Morando
(28 agosto 2014)
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